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INTRODUZIONE E TEMI
L’ordinaria
amministrazione di
un’impresa richiede una
particolare attenzione,
oltre che alla gestione
o recupero dei crediti
nei confronti della
clientela, anche
all’ordinario accesso al
sistema creditizio o a
qualsivoglia
agevolazione o sostegno
economico ai fini del
normale sviluppo
dell’azienda o della
necessità di
investimenti. Si rende
sempre più necessaria,
quindi -soprattutto,
nell’attuale periodo di
crisi economica che
investe, in realtà, ogni
settore- una maggiore
conoscenza ed
informazione dei diritti
e degli obblighi
dell’imprenditore al
fine di consentire
strategie aziendali
conformi agli obiettivi
prefissati e, ancora
prima, la
razionalizzazione delle
risorse, indispensabile,
tra l’altro, ai fini di
una corretta
amministrazione.
Nell’ambito della
gestione dei rapporti
bancari, è evidente,
quindi, sapere
distinguere quali siano
gli obblighi validamente
assunti
dall’imprenditore e
quali possano essere i
diritti che possono
legittimamente essere
vantati dall’istituto di
credito nei propri
confronti.
Nell’ultimo decennio, la
giurisprudenza ha
ribaltato un
orientamento che
legittimava
l’applicazione, da parte
delle banche, di
interessi su interessi.
Al sono fine di fornire
un esempio, può essere
utile ricordare che, in
un rapporto di apertura
di credito o affidamento
con capitalizzazione
periodica (anatocismo),
il debito aumenta con
progressione geometrica
fino a poter
pregiudicare la
sopravvivenza
dell’impresa. La
giurisprudenza, inoltre,
negli ultimi anni, si è
pronunciata,
innumerevoli volte, in
merito ai criteri di
determinazione o
determinabilità dei
costi (interessi,
commissioni di massimo
scoperto, differenza
giorni valuta, spese e
altri oneri) a carico
del correntista. Ne
è derivata, in
moltissimi casi, una
notevole riduzione del
saldo debitore del conto
corrente che, spesso, si
è rivelato inferiore o,
addirittura,
-rideterminato il
rapporto applicando la
legge e la vigente
giurisprudenza-
insussistente con un
credito a favore del
correntista di quanto
illegittimamente
richiesto e pagato nel
corso degli anni o con
l’ordine (anche prima
ancora dell’avvio del
giudizio o della
sentenza) di
cancellazione delle
segnalazioni “a
sofferenza” presso la
Centrale dei Rischi
della Banca d’Italia:
segnalazioni, queste
ultime, che,
obbligatorie da parte
delle banche sussistendo
determinati presupposti,
comportano l’esclusione
dal sistema creditizio e
la distruzione
dell’impresa qualora,
invece, illegittimamente
effettuate.
Istanze di fallimento,
pignoramenti, decreti
ingiuntivi o, finanche,
il semplice rifiuto di
rideterminare la
posizione dare-avere ha
determinato, poi, varie
volte, l’imprenditore a
intraprendere
procedimenti penali
nei confronti dei
responsabili della banca
o a causa della
ritenuta usurarietà
degli interessi
applicati o a causa
della ritenuta illiceità
della pretesa.
Esistono, poi, in
Italia, migliaia di
procedure esecutive non
sempre legittimamente
instaurate: a causa
di contratti di mutuo
stipulati all’unico fine
di estinguere posizioni
debitorie di conto
corrente non
corrispondenti a realtà
-o, comunque, per gli
stessi vizi
sopraccennati, non
tutelabili spesso, il
correntista è stato
costretto a concedere
ipoteca su immobili o
sui beni aziendali
sottoponendoli al
rischio di esecuzione e
vendita forzata. Anche
in merito alla validità
di tali contratti di
mutuo, la
giurisprudenza, più di
una volta, ha ribadito
importanti principi. |
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Roberto
Di Napoli,
avvocato, esercita,
prevalentemente, in
controversie a tutela
dei consumatori, degli
utenti bancari e delle
vittime di usura ed
estorsione.
La sensibilità per tali
fenomeni che, come noto,
danneggiano, in Italia,
milioni di persone e
migliaia di imprese, gli
ha fatto conoscere anche
le lacune normative
nonché le disfunzioni in
vari ambiti delle
strutture, uffici ed
Istituzioni che non
sempre si sono rivelate
adatte a prevenire e
contrastare tali
fenomeni o a tutelare il
cittadino o imprenditore
onesto.
L’avv. Roberto Di Napoli
è anche autore di
articoli e pubblicazioni
giuridiche, tra cui:
"Anatocismo e vizi nei
contratti bancari", II
ediz., Maggioli 2007;
"Responsabilità e
risarcimento nel codice
del consumo", II ediz.
Maggioli 2008;
"Risarcimento del danno
da vacanza rovinata", II
ediz. Maggioli, 2008;
"200 modelli per la
difesa del consumatore".
Titolare di un blog per
la difesa dei diritti
civili (www.robertodinapoli.it),
l'avv. Roberto Di
Napoli, inoltre, dedica
"ai più deboli" (i
consumatori ma anche i
cittadini e le imprese
danneggiate dal "cancro"
dell'usura e
dell'estorsione -anche
bancaria- nonché dalla
malagiustizia) buona
parte della giornata,
oltre che
professionalmente,
collaborando anche con
associazioni antiusura
ed antiracket, facendo
sentire la sua
“opinione”, spesso, su
quotidiani, su siti o a
ad associazioni che si
occupano di
malagiustizia o
intervenendo, anche
quale autore di
pubblicazioni a tutela
di consumatori, in
trasmissioni televisive
(Vedi: TG di La7 del 27
Luglio 2008 ore 20,
ospite quale autore di
“risarcimento del danno
da vacanza rovinata”;
intervento sulla "casta
dei giudici" nella
puntata andata in onda
su "La Tv della libertà"
il 31 Gennaio 2008).
Blog:
www.robertodinapoli.it
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