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TUTELA DEL DIRITTO ALL'ATTIVITÀ D'IMPRESA NEI RAPPORTI BANCARI

Come riconoscere e contrastare le pretese illegittime

Milano, 20 marzo 2009
c/o ITER - via Rovetta 18

 
 

INTRODUZIONE E TEMI

L’ordinaria amministrazione di un’impresa richiede una particolare attenzione, oltre che alla gestione o recupero dei crediti nei confronti della clientela, anche all’ordinario accesso al sistema creditizio o a qualsivoglia agevolazione o sostegno economico ai fini del normale sviluppo dell’azienda o della necessità di investimenti. Si rende sempre più necessaria, quindi -soprattutto, nell’attuale periodo di crisi economica che investe, in realtà, ogni settore- una maggiore conoscenza ed informazione dei diritti e degli obblighi dell’imprenditore al fine di consentire strategie aziendali conformi agli obiettivi prefissati e, ancora prima, la razionalizzazione delle risorse, indispensabile, tra l’altro, ai fini di una corretta amministrazione. Nell’ambito della gestione dei rapporti bancari, è evidente, quindi, sapere distinguere quali siano gli obblighi validamente assunti dall’imprenditore e quali possano essere i diritti che possono legittimamente essere vantati dall’istituto di credito nei propri confronti.

Nell’ultimo decennio, la giurisprudenza ha ribaltato un orientamento che legittimava l’applicazione, da parte delle banche, di interessi su interessi. Al sono fine di fornire un esempio, può essere utile ricordare che, in un rapporto di apertura di credito o affidamento con capitalizzazione periodica (anatocismo), il debito aumenta con progressione geometrica fino a poter pregiudicare la sopravvivenza dell’impresa. La giurisprudenza, inoltre, negli ultimi anni, si è pronunciata, innumerevoli volte, in merito ai criteri di determinazione o determinabilità dei costi (interessi, commissioni di massimo scoperto, differenza giorni valuta, spese e altri oneri) a carico del correntista. Ne è derivata, in moltissimi casi, una notevole riduzione del saldo debitore del conto corrente che, spesso, si è rivelato inferiore o, addirittura, -rideterminato il rapporto applicando la legge e la vigente giurisprudenza- insussistente con un credito a favore del correntista di quanto illegittimamente richiesto e pagato nel corso degli anni o con l’ordine (anche prima ancora dell’avvio del giudizio o della sentenza) di cancellazione delle segnalazioni “a sofferenza” presso la Centrale dei Rischi della Banca d’Italia: segnalazioni, queste ultime, che, obbligatorie da parte delle banche sussistendo determinati presupposti, comportano l’esclusione dal sistema creditizio e la distruzione dell’impresa qualora, invece, illegittimamente effettuate.

Istanze di fallimento, pignoramenti, decreti ingiuntivi o, finanche, il semplice rifiuto di rideterminare la posizione dare-avere ha determinato, poi, varie volte, l’imprenditore a intraprendere procedimenti penali nei confronti dei responsabili della banca o a causa della ritenuta usurarietà degli interessi applicati o a causa della ritenuta illiceità della pretesa.

Esistono, poi, in Italia, migliaia di procedure esecutive non sempre legittimamente instaurate: a causa di contratti di mutuo stipulati all’unico fine di estinguere posizioni debitorie di conto corrente non corrispondenti a realtà -o, comunque, per gli stessi vizi sopraccennati, non tutelabili spesso, il correntista è stato costretto a concedere ipoteca su immobili o sui beni aziendali sottoponendoli al rischio di esecuzione e vendita forzata. Anche in merito alla validità di tali contratti di mutuo, la giurisprudenza, più di una volta, ha ribadito importanti principi.

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OBIETTIVI

Scopo del seminario è, innanzitutto, fornire una visione “pratica” dei principali vizi ancora sussistenti in molti contratti di conto corrente con apertura di credito e, in particolare, in merito alla:

  • Determinazione o determinabilità del tasso d’interesse

  • Legittimità delle commissioni di massimo scoperto

  • Capitalizzazione periodica (anatocismo) sia prima che dopo la delibera Cicr del 2000

  • Valuta

Saranno, poi, illustrati i diversi strumenti offerti dalla legge e vari importanti provvedimenti giurisprudenziali degli ultimi anni in merito:

  • alla contestazione delle pretese e al termine entro cui può essere esercitato il diritto alla restituzione o alla rideterminazione del rapporto (es.. in caso di decreto ingiuntivo)

  • agli strumenti offerti dalla legge al fine di agire per la restituzione degli importi

  • invalidamente corrisposti e singolari provvedimenti

  • alla consulenza tecnico contabile

  • ai provvedimenti di cancellazione o rettifica delle segnalazioni “a sofferenza” presso la Centrale dei Rischi della Banca d’Italia

  • ai provvedimenti di condanna al risarcimento dei danni per illegittima segnalazione alla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia o banche dati private

  • ai procedimenti per risarcimento dei danni patrimoniali e ai limiti per quelli non patrimoniali

  • alla possibilità di trasmissione degli atti del procedimento civile al magistrato penale

  • alla denuncia penale nei confronti dei responsabili degli istituti di credito

  • agli strumenti previsti e consentiti al giudice penale

  • all’opposizione a richiesta di archiviazione

  • ai benefici economici previsti in favore degli imprenditori vittime di usura ed estorsione (anche bancaria)

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RELATORE
 

Roberto Di Napoli, avvocato, esercita, prevalentemente, in controversie a tutela dei consumatori, degli utenti bancari e delle vittime di usura ed estorsione.

La sensibilità per tali fenomeni che, come noto, danneggiano, in Italia, milioni di persone e migliaia di imprese, gli ha fatto conoscere anche le lacune normative nonché le disfunzioni in vari ambiti delle strutture, uffici ed Istituzioni che non sempre si sono rivelate adatte a prevenire e contrastare tali fenomeni o a tutelare il cittadino o imprenditore onesto.

L’avv. Roberto Di Napoli è anche autore di articoli e pubblicazioni giuridiche, tra cui: "Anatocismo e vizi nei contratti bancari", II ediz., Maggioli 2007; "Responsabilità e risarcimento nel codice del consumo", II ediz. Maggioli 2008; "Risarcimento del danno da vacanza rovinata", II ediz. Maggioli, 2008; "200 modelli per la difesa del consumatore".

Titolare di un blog per la difesa dei diritti civili (www.robertodinapoli.it), l'avv. Roberto Di Napoli, inoltre, dedica "ai più deboli" (i consumatori ma anche i cittadini e le imprese danneggiate dal "cancro" dell'usura e dell'estorsione -anche bancaria- nonché dalla malagiustizia) buona parte della giornata, oltre che professionalmente, collaborando anche con associazioni antiusura ed antiracket, facendo sentire la sua “opinione”, spesso, su quotidiani, su siti o a ad associazioni che si occupano di malagiustizia o intervenendo, anche quale autore di pubblicazioni a tutela di consumatori, in trasmissioni televisive (Vedi: TG di La7 del 27 Luglio 2008 ore 20, ospite quale autore di “risarcimento del danno da vacanza rovinata”; intervento sulla "casta dei giudici" nella puntata andata in onda su "La Tv della libertà" il 31 Gennaio 2008).

Blog: www.robertodinapoli.it

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